
E' opinione diffusa che i cittadini della repubblica non abbiano memoria storica. La cortina fumogena della contrapposizione continua serve proprio a questo. Informare meno, per lasciare gli individui attaccati solo alla loro fede politica, quasi come fosse alla stregua di una fede calcistica.
All'epoca della riforma costituzionale del 2016, trovai un sito che metteva chiaramente a confronto la Costituzione originale con i nuovi articoli proposti. Fu un lavoro che trovai utilissimo per farmi un’idea mia, non influenzata dalle fantasie retoriche delle varie formazioni politiche, ormai totalmente avulse dall'offrire un servizio al cittadino e alla nazione. La riforma era piuttosto corposa, ben 47 articoli, e riguardava diversi aspetti: alcune soluzioni erano davvero promettenti, altre avrebbero potuto essere molto pericolose. L'idea finale che me ne feci fu quella di un "polpettone gourmet" avvelenato. La politica di allora, come quella di oggi, desiderava spazi di "impunità" e provò a utilizzare una ricetta gustosa per nascondere il tradimento del lavoro dei padri costituenti.
Profetico fu Crozza, che rappresentò fin dall'inizio quella classe dirigente alla stregua di venditori di pentole televisivi. In effetti quella della "vecchia politica" e della "nuova politica" fu una formula commerciale vincente quanto infondata. Alla prova della storia, quel governo fece gli interessi del "cerchio magico" e quasi nulla a favore della cittadinana, tradendo mortalmente, in più occasioni, l'orientamento del proprio elettorato di riferimento.
A distanza di dieci anni la situazione non è migliorata: la politica continua a essere autoreferenziale e tutto viene utilizzato strumentalmente per colpire l'avversario. In questo spreco di energie e soldi nessuno si preoccupa veramente dell'interesse pubblico. Ogni azione diventa funzionale alla gestione del consenso e alla manipolazione del potere, finalizzata all'arricchimento della propria cerchia.
Va però preso atto che anche la magistratura abbia profuso un certo impegno per autodelegittimarsi: la vicenda Palamara è il "fiore all'occhiello" di tanti episodi di "giustizia ad orologeria", se non di vera e propria corruzione. Senza dimenticare la partecipazione di alcuni magistrati alle varie logge massoniche che hanno funestato la storia della nostra democrazia. Ognuno è libero di valutare se questa nuova riforma possa migliorare la situazione. Forse l'unica separazione delle carriere a vita di cui si sente il reale bisogno, è quella tra magistratura e politica: l'impossibilità di essere eletti stroncherebbe sul nascere la necessità di diventare noti.
Per questo referendum un sito di confronto come quello del 2016 mancava, per cui ho deciso di realizzarlo in prima persona. Certo, stavolta il lavoro è più lieve e sarà meno onerosa la lettura per chi vorrà ponderare rischi e opportunità, al netto del chiasso politico che stride fortemente con il reale contenuto dei testi. Proprio il fatto che non esistesse ancora un portale capace di mettere a confronto gli articoli originali con le modifiche la dice lunga sulla reale volontà di informarci.
Meglio tenerci ignari, per essere liberi di esprimere ognuno la propria narrazione.
Libero Cittadino
